21 agosto 2012

Mica cotiche

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Ho passato tre anni da Tiffany, mica cotiche!
Ci ho conosciuto gente splendida che è entrata a far parte della mia vita, gente che ha interessi comuni ai miei, con la quale ho iniziato a condividere gioie e dolori, mica cotiche.
Ho amato questo posto dal primo momento, l'ho curato come un giardino, come un orticello. Ci ho salutato per prima Matilde che aveva tre anni e se ne è andata dopo sei mesi di calvario ed ora è una delle stelle che vedo nelle notti più belle. Ci ho tenuto vivo il ricordo della mia grande e bellissima famiglia, quei ricordi che se ne andranno con me non avendo nessuno dopo di me a cui affidarli, ci ho salutato l'arrivo di piccole persone che amo, perchè ognuno dovrebbe ricevere un omaggio di benvenuto quando arriva su questa terra, ché il cammino è lungo e bisogna partire con una riserva di amore. Ho sfogliato, con chi frequentava questo posto le pagine dei libri ed ho ripercorso i film che mi sono piaciuti, ci ho accolto i versi dei poeti, ed alcuni di questi poeti sono diventati miei amici, ho provato a condividere la mia esperienza di vita più drammatica, ci  ho celebrato la vita dei miei amici e da loro la mia vita è stata celebrata.
Ho ricominciato a scrivere storie piccole e un po' più lunghe e questo mi ha fatto bene all'anima, le ho scritte da sola, le ho scritte a 4 mani e che gioia infinita queste sonate.
Ho scritto favole per piccoli amici
Nella vita sono una che non molla i suoi propositi ed ho continuato a ricordare chi se ne è andato per il bene comune, chi se ne è andato senza un perché solo perchè si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Ora questo posto che qualcuno a suo tempo ha snobbato ed abbandonato, non posso sentirlo più mio, non si può sentirsi prigionieri nel proprio posto delle fragole e vado a scrivere pezzi della mia vita altrove, seguitemi vi prego, siete nel mio cuore.
Spero che chi mi ha messa sull'uscio della porta di questa casa non la bruci dopo averci estromesse in modo davvero piccino, c'è stato un tempo in cui questa casa era cara anche a lui.
Mi è costato molto scrivere queste righe, mica cotiche



20 agosto 2012

un giorno di ordinaria magia

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La sveglia suona che è notte fonda ed è l'unica nota stonata. Ci impongo, nonostante lo stomaco chiuso dal sonno, una lauta colazione e poi partiamo. Eos rododaktulos, l'aurora, protende le sue rosee dita verso i nostri occhi stropicciati ed apre i nostri cuori. L'autostrada è quasi deserta ed in meno di tre ore siamo nei pressi di Passo Falzarego alle sette e trequarti siamo sul sentiero salendo scalini fatti da radici d'abeti ed un tappeto di aghi di conifera, sbuchiamo nei pressi del rifugio Di Bona che non si capisce perchè chiamino Rifugio visto che al parcheggio della spiaggia di Eraclea in un sabato d'estate ci sono meno auto. Ma si sa chi va a Cortina deve poter raccontare di essere andato a dormire in rifugio anche se non ha spostato le chiappe dal sedile dell'auto per più di trenta secondi.Ci concediamo un secondo caffè.Dal Di Bona inizia il comodo sentiero che porta al Rifugio Giussani  , di qui il 3/4 mi indica il canyon dorato della val Travenanzes e da qui inizia la salita alla vetta della Tofana di Rozes, la giornata prometteva meraviglie e mantiene ampiamente, quando alle dodici e trenta arrivo finalmente in cima, a 3225 mt , in una giornata come quella di sabato mi si è spalancato un mondo: dal lontano ed innevato GrossVenediger, alle altre  due Tofane che pareva di toccare con le dita, dalle 5 Torri, Cristallo, Sorapiss, Antelao, Nuvolao, Averao, Pale di San Martino, Marmolada, Dolomiti di Sesto, Adamello, Presanella, non sapevo più dove posare lo sguardo, cosa scegliere in tanta bellezza, si distinguevano omini in passeggiata come formichine su sentieri lontanissimi, avevo la bocca spalancata per la fortuna di essere incappata in una giornata così speciale. Il fatto di non aver foto è l'unica nota stonata, la macchina si è scaricata a tradimento dopo un'unica foto fatta dal Rifugio, ma non ero la sola, in vetta c'era una donna che minacciava di morte, dopo ogni sorta di tormenti, il consorte perché gli aveva detto la sera prima di ricaricare la macchinetta e lui aveva sentenziato "ci sono tre tacche basta ed avanza" e lei continuava a "santiare": "ho foto su ogni cima in mezzo alle nuvole ed oggi che c'è il mondo attorno neanche mezza" ho pensato sinceramente ad un certo punto che lo avrebbe buttato dalla vetta,ci siamo goduti il rientro con tutta la calma, ieri ho dormito e dormito e ho sognato orizzonti sconfinati

17 agosto 2012

codici di geometrie esistenziali

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A primavera arrivano le rondini sul mio tetto, ma da circa tre anni ai primi di luglio le mie pazze amiche battono in ritirata, perché, ai primi di luglio, arrivano loro, e quando arrivano sono un esercito, e quando arrivano dal tramonto all'alba non ce n'è più per nessuno, sono migliaia, sono gli storni.
Affittano per la stagione estiva i tre frondosi bagolari dei giardinetti davanti a casa, litigano ogni sera per i posti sul ramo dal tramonto a mezzanotte (con tutti gli alberi che ci sono nel giardinetto loro tutti ammassati lì devono stare) e soprattutto si muovono con regolarità sorprendente.
La prime due settimane dall'arrivo al tramonto scendono in picchiata sul tetto delle due case che stanno prima e dopo la mia che è d'angolo, arrivano con delle picchiate regolari e poi da lì a gruppi di un centinaio circa per volta vanno sugli alberi dove passano la notte. All'alba invece dagli alberi planano sul mio tetto a gruppi, un tappetto di uccellini cinguettanti, una distesa, non c'è un millimetro di tetto libero, compresi i lucernari, dal mio tetto decollano in un sol battito d'ala. A volte il rumore che fa quel battito all'unisono mi fa pensare che porteranno la mia intera casa in volo con loro. Subito dopo un silenzio assordante. Poi all'inizio di agosto cambiano, non arrivano più sul mio tetto, sento quando si mettono in movimento per il cinguettio ma non fanno tappa su di me, niente più colpo d'ala. Dopo la metà di agosto a sera iniziano le danze, gli stormi di storni arrivano come al solito al tramonto, si levano volteggiano, si incrociano, le frecce tricolori non sanno fare di meglio, sembrano coreografati, fanno giri immensi e poi tornano, fino a quando, non si sa per quale segnale scendono in picchiata sui bagolari e ricominciano a litigare per la sistemazione.
Se li guardi uno ad uno sono bruttini, goffi, non hanno la grazia dei passerotti, o dei pettirossi, non hanno la folle eleganza delle rondini, sembrano dei piccoli Balanzone, ma a me la loro comunità "caciarosa" a piace molto

16 agosto 2012

Altre infanzie

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Quando esco dall'ambulatorio dove in questo periodo svolgo l'attività pomeridiana devo aspettare il bus ad un fermata assolata, fortunatamente alle spalle della fermata c'è un piccolo giardino con due panchine, una delle quali, verso le cinque del pomeriggio è, per mia fortuna, all'ombra.
Da una settimana i giardini, in quell'orario, sono frequentati da diversi nuclei familiari rom o sinti, non sono in grado di distinguere, probabilmente hanno un parente ricoverato nel vicino ospedale, di solito presidiano l'ospedale in quelle occasioni.
C'è  sempre una dozzina di bimbetti bellissimi e lercissimi con loro, i più grandi indossano scarpe, i più piccoli sono scalzi e a malapena indossano una maglia a mo' di vestito che non conosce acqua e sapone da tempi immemorabili. L'altro giorno i più grandi sono corsi a giocare verso la strada, molto trafficata, i più piccoli ovviamente li hanno seguiti, mi sono resa conto che, dove si stavano dirigendo, c'era un tappeto di vetri rotti ed ho cercato di avvisare le madri che stavano vivacemente discutendo tra loro e non mi hanno minimamente degnata. Ad un certo punto la più piccola è scesa sui vetri, per un attimo, perché poi i più grandi sono tornati sul prato e lei ha cercato di seguirli. In quel preciso istante ha fatto una smorfia terribile, si è presa il piedino tra le mani, non sanguinava, forse perché dopo un anno senza scarpe anche i piedi dei bimbi hanno un bel callo, si è piantata lì con il piede in mano, ha urlato per attirare l'attenzione, non è stata badata minimamente, ha fatto una seconda smorfia e poi, per il dolore si è pisciata addosso. Ho attirato l'attenzione del gruppo di adulti sulla bimba e finalmente un uomo si è alzato ed è andato a soccorrerla ringraziandomi.
Io avevo passato la mattina a togliere una spina dalla pianta di un piedino di un bimbo poco più grande dopo avergli messo la pomata anestetica un'ora prima ed a medicarne un altro che si era tagliato con lo spigolo di una finestra e dentro di me fremevo per la rabbia. 
So che quei bimbi non ci sarebbero se non fossero così ma proprio non riesco a non sentire rabbia per chiunque procrei e non si investa della responsabilità di quel gesto, anche se probabilmente in questo caso il genitore ha subito il medesimo trattamento nella sua infanzia.

15 agosto 2012

Buon Ferragosto

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Il sole affonda nella calda foschiaM
e la vela cala sul finire del vento.
In silenzio mi fermo.
Laggiù sulla costa salgono salmi
di festa, s'accendono fuochi.
Barbagli, gridi di gabbiani.
Passi in banchina, giochi di foglie
in tondi di corrente,
alla bocca del porto.
Sulla pietra di barriera schizzi
dalla risacca, di sole lucenti.
Adolescenti a festa,
in giochi esitanti, impazienti
ai pretesti di febbrili attese,
di approdi notturni ormai vicini.
Accosto, di tigli e d'alga sanno
i profumi.
Frinire di cicale, incessanti.
L'aria combusta immobile arde
nella chiusa del giorno.
Laggiù,dal portico, mi giunge
il tuo sorriso, quieto, gentile,
per la nostra sera.

Ferragosto di mare 
Francesco Fabris Marini


Buon ferragosto,  ovunque lo passiate, a voi e a chi
vi terrà compagnia.
State bene.
  
 

14 agosto 2012

Incipit: E ti ho sposato

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La mano è ormai fredda. ma lei continua a stringerla.
Seduta al suo cappezzale, non piange. Di tanto in tanto appoggia la guancia alla sua, trovando timido conforto nei peli ispidi della barba incolta, e parla un po' con lui.
Ti amo, gli dice.
Ti amerò sempre.
Je t'aime, dice


Lily Tuck. E ti ho sposato. Bollati Boringhieri


Questo libro mi è stato regalato per il mio compleanno, sabato me lo sono portata al mare e non l'ho mollato, fino all'ultima pagina, fino all'ultima frase, fino all'ultima riga, arrivata al tramonto, con il cielo squassato dai fulmini, abbiamo lasciato cadere la pioggia; abbiamo aspettato uno squarcio nella coltre fitta, siamo tornati alla spiaggia ci siamo sdraiati e in quell'unica tregua concessaci abbiamo contato tre stelle cadenti, siamo tornati a casa felici come bambini.

"La possibilità che sotto non ci sia niente ci terrorizza più di qualunque altra cosa. Nulla è più scandaloso di un matrimonio felice" (Adam Phillips- Monogamia)

Questa la frase che apre la storia di Philip matematico e brillante divulgatore della sua materia e di Nina casalinga con l'arte della pittura. Semplicemente una sera Philip torna a casa stanco, saluta la moglie che sta preparando la cena, dice che andrà a farsi un pisolino prima di cena e non si sveglierà più.
Nina non può far nulla per lui nonostante l'intervento di un vicino medico. Si concederà una lunga notte per i ricordi e per l'addio. Non vi è nulla di drammatico  o di patetico in questo suo lungo racconto, una serie di istantanee che ci accompagnano nella loro storia, un passo dietro l'altro, il racconto di un viaggio, di due vite, di una vita. E' stato un regalo bellissimo

13 agosto 2012

il coinquilino

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Ho un grillo salito
al quarto piano
per vivere con me
tra le mie ortensie.

È molto educato
quando spengo
la luce per dormire
tace.






grazie al mio editor :)

10 agosto 2012

Occhi come l'oliva

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Tu mi farai morire
con quegli occhi neri
come l’oliva,
con le parole, quando mi dici
che ne hai tanti intorno per fare l’amore
ma stai bene solo con me.



Antonio Lillo

9 agosto 2012

Incipit: Tua

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Ormai era da più di un mese che Ernesto non faceva l'amore con me. O forse anche due. Non so. Nonche mi importasse poi tanto. Arrivo alla sera stanca morta. Non sembra, ma le faccende domestiche - se vuoi che sia tutto perfetto - ti sfiniscono. Fosse per me, testa sul cuscino e diritto nel mondo dei sogni. Eppure una donna lo sa, se tuo marito non ti cerca per tanto tempo... non so, si sentono tante cose. Dovrei parlarne con Ernesto, pensavo, chiedrgli se ha qualche problema.



Claudia Pineiro. Tua. Feltrinelli






Volete un giallaccio? Uno di quei gialli che ti tengono legato dall'inizio alla fine alle pagine? Uno di quei gialli in cui pensi di capire come possano andare le cose e non capisci mai niente? Avete poco spazio nella valigia delle vacanze? Leggetevi tua.
Ines, Ernesto, Laura sono una famiglia della buona borghesia argentina, padre dirigente, madre casalinga precisina, figlia adolescente con tutte le problematiche della sua età.
Una sera Ines scopre il tradimento del marito, lo segue, assiste ad una lite con l'amante, suo marito strattona questa donna che cade batte la testa e muore.
Tranquilli non vi ho rivelato nulla, c'è tutto questo già nella quarta di copertina, leggere per credere

8 agosto 2012

La chiave dei desideri - Strawberry fields forever...

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C'era una volta Sua Altezza Reale la principessa Amanda Dai Piedi Perfetti e Minuti, una principessa col camice bianco e le mani di fata; non si trattava di una di quegli oziosi membri di nobili casate dediti alla noia del far nulla, la nostra era un principessina operosa e infaticabile. Le sue giornate erano riempite da ore di ricamo, lettura, passeggiate interminabili in montagna col suo cavaliere, il Duca Tre Quarti...alle volte scendeva persino nelle cucine ad aiutare le cuoche nella preparazione di pasticci e torte varie destando scandalo a palazzo...
Nel giorno del suo compleanno tutta la corte era in agitazione, ognuno voleva fare un dono prezioso e originale alla principessa: ci fu chi le regalò un'enorme biblioteca, chi una splendida e lussuosa villa sul mare, chi ancora sontuosi vestiti, scarpe all'ultima moda e preziosissime per i suoi piedini da esposizione..ma era tutto inutile, gli occhi profondi e intensi erano sempre velati di malinconia, Lady Amanda era inquieta, qualcosa la turbava.
Tutta la corte era in subbuglio, tutti si chiedevano quale fosse la ragione di quella tristezza che sempre più spesso si dipingeva sul nobile volto...qualcuno giurava di averla sentita parlare da sola e mormorare la parola chiave e ci si cominciò ad interrogare...di quale chiave poteva mai trattarsi? Qualche animo musicale ipotizzò che potesse essere questa, qualche animo burlone e malizioso azzardò potesse essere questa...si brancolava nel buio...qualcuno gridò EUREKA...forse la malinconica principessa desiderava la chiave del portone di un misterioso giardino romano dalla cui serratura si godeva un sacro spettacolo....
E invece nessuno immaginava che la principessa patavina non desiderava altro che la chiave di un posto speciale che aveva trovato, anzi sarebbe meglio dire un posto che aveva contribuito a creare e che le era caro come poche cose al mondo...il suo posto delle fragole...

Cara Amanda per il tuo compleanno noi e i Beatles ti auguriamo di cuore di poter camminare presto libera nei sentieri e nelle strade del tuo posto delle fragole...Strawberry fields forever...


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7 agosto 2012

Pina

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Ho visto Pina, qualche sera fa al cinema all'aperto, e non mi servono le 3D perchè nell'arte di Pina Baush ci sono mille D, solo un cieco non potrebbe cogliere la vitalità, la forza, la bellezza, la complessità, la grazia del suo messaggio, i suoi ballerini sono attori teatrali perfetti e grazie a Wim Wenders hanno tributato a Pina un omaggio straordinario, il sodalizio che si è creato all'interno di quella compagnia di teatro-balletto ha consentito ad alcuni di loro di invecchiare con la grazia che la maturità, l'esperienza e la follia hanno regalato loro.
Mi ha molto colpito l'intervista ad una delle ballerine: aspetta Pina in sogno, come un segno, come una conferma, come una necessità, gelosa di un'altra ballerina della compagnia che la sogna spesso. Spero che tanto patrimonio artistico non si perda con lei.
Ringrazio Wenders per la struggente malinconia mista alla gioia che il suo omaggio a questo genio della comunicazione gestuale ha saputo comunicare

6 agosto 2012

Arriverderci

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Premessa numero 1: non vado mai alle casse veloci dei supermercati, nè a quelle senza l'omino ai caselli delle autostrade: saranno lavori alienanti, ma qualcuno con quel lavori ci mantiene la famiglia e di questi tempi non è poco.
Tuttavia a volte è più facile che ti saluti la macchinetta dell'autostrada piuttosto che il casellante.

Premessa numero 2: voi sapete che sono cresciuta in una casa piena di nonni, di Zia Linda (Teodolinda) vi ho già parlato ed anche di nonna Erminia, bene loro, quando la Orsomando o la Vaudetti auguravano buona visione, quando padre Mariano augurava pace e bene a tutti, quando il colonnello Bernacca augurava una serena giornata rispondevano sempre.

Dunque io sarò pur cresciuta per anni in quella casa per qualche motivo, quindi al casello di Dolo, ad elevata automazione, come recita il cartello, alla macchinetta che mi dice arrivederci (dove sono gli occhi delle macchinette da guardare per vederci) rispondo sempre ciao e grazie

3 agosto 2012

Vacanze

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Sono finite
tu mi dirai "e a me che non le ho neanche cominciate che importa?"
ma in qualche modo a me piacerebbe che a te importasse e così te lo racconto: sono finite.
non sono state come avrei voluto, ma ci sono state e questo è importante, mi sono riappropriata dei tempi vuoti, riempiti delle cose che mi piacciono, tranne una veramente, ma sorvoliamo, sono riuscita anche a scrivere quel mini racconto , che mi è venuto fuori guardando una nuvola, ce n'erano di spettacolari le scorse sere, aria fredda arrivava sui monti e si sfrangiava dopo i temporali , c'erano cirri imensi come panna montata che poi facevano queste forme buffe in cielo e tornando dal mare vedevo da un lato le montagne con le nuvole sopra e ciò che resta della campagna veneta sotto, e dall'altro la laguna coi suoi canneti, le anatre in volo la luna che si faceva sempre più tonda.
Ora vado che il telefono suona e suona
ti abbraccio

Amanda

2 agosto 2012

A noi è stato concesso cambiare faccia

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 e quelli di cui non ci rimane neanche un volto:

MARGRET ROHRS IN MADER (39 anni)
ECKHARDT MADER (14 anni)
KAI MADER (8 anni)
MARINA ANTONELLA TROLESE (16 anni)
ANNA MARIA SALVAGNINI IN TROLESE (51 anni)
KATIA BERTASI (34 anni)
MIRELLA FORNASARI IN LAMBERTINI (36 anni)
EURIDIA BERGIANTI (49 anni)
NILLA NATALI (25 anni)
FRANCA DALL'OLIO (20 anni)
RITA VERDE (23 anni)
IWAO SEKIGUCHI (20 anni)
BRIGITTE DROUHARD (21 anni)
ROBERTO PROCELLI (21 anni)
FRANCISCO GOMEZ MARTINEZ (23 anni)
CARLA GOZZI (36 anni)
UMBERTO LUGLI (38 anni)
FAUSTO VENTURI (38 anni)
IRENE BRETON IN BOUDOUBAN (61 anni)

di qualcuno non è rimasto nulla, solo una bara vuota

MARIA FRESU (24 anni)



E io sono Maria,
mia piccola bimba,
e non sono scomparsa.
Mi cerchino pure,
io sono nel cuore.
Non sono scomparsa
e nemmeno dispersa,
non sono fuggita.
Io sono la brezza leggera
del marinaio che rientra,
mia piccola bimba,
sono diventata coscienza
che non si può toccare.
Per chi mi vuole
io sono la libertà,
per chi mi cerca
io sono giustizia.
Nessuno m’ha ucciso,
mia piccola bimba,
io sono un’idea,
un’umile idea
che fa grande
il lungo cammino dei giusti
Gian Pietro Testa


Loro, che siamo noi,
 ma nel posto sbagliato al momento sbagliato

questo post esiste grazie ad Alle che ha realizzato con pazienza il collage

1 agosto 2012

Incipit : il libro dei bambini

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Due ragazzi si trovavano nella galleria del principe consorte, e ne guardavano un terzo, più in basso. Era il 19 giugno 1895. Il principe Alberto era morto nel 1861 e aveva potuto vedere soltanto gli inizi del suo ambizioso progetto di creare un museo in cui gli artigiani inglesi potessero studiare il disegno nelle sue migliori realizzazioni.






A.S. Byatt. Il libro dei bambini. Einaudi


Julian, figlio del curatore del Museo e Tom, figlio  di Olive, affermata scrittrice di libri per l'infanzia incontrano così per la prima volta Philip Warren, misero e dotatissimo disegnatore in nuce, tutto intento a catturare nei minimi particolari il candelabro di Gloucester , lo seguiranno nei magazzini soterranei del museo dove il ragazzo in fuga dalla miseria ha trovato rifugio. Quell'incontro muterà le sorti di Philip, gli aprirà insperate possibilità e ci porterà a conoscere il mondo inglese ed europeo negli anni compresi tra la fine dell'800 e la fine della prima guerra mondiale.Trovano il loro spazio il fermento politico, artistico, sociale di quegli anni. Un mondo dove le famiglie apparentemente più democratiche ed acculturate  nascondono terribili misteri. Dove le donne sperano in una società più aperta ed emancipata per loro, ma sono ancora costrette a subire padri padroni, violenze, sopprusi. Dove"i bambini si mescolavano con gli adulti, parlavano e si parlava con loro. In quelle famiglie alla fine del diciannovesimo secolo, i bambini erano diversi dai bambini di prima e di dopo. Non erano nè bambole, nè adulti in miniatura.(...) dove i loro caratteri in formazione venivano presi seriamente e seriamente discussi, a cena o durante lunghe passeggiate in campagna. Eppure, nello stesso tempo, in quel mondo i bambini avevano vite separate, molto indipendenti da bambini". Nel libro seguiamo tutti i figli delle quattro famiglie protagoniste dall'infanzia, in quella sorta di età dell'oro, all'età adulta, alcuni si perderanno, altri verranno annientati come carne da cannone sui campi di battaglia del conflitto che ha rubato un'intera generazione di ragazzi. Un libro fatto delle storie dei protagonisti, della Storia, delle storie scritte dai protagonisti. Lettura vivamente consigliata